Teano: Destra o Sinistra?


Esiste da anni, nella nostra città, una evidente discrepanza tra i risultati delle elezioni politiche e di quelle amministrative. Le prime hanno sempre palesemente dimostrato, fin dagli esordi della Repubblica, una compassata tendenza del popolo teanese alle posizioni di centro destra, le seconde un forte appiglio alle posizioni di centro sinistra. Cerchiamo di capirne il perché affacciando qualche personale considerazione. Già la espressione di voto al Referendum Istituzionale fu, come in gran parte del meridione, a vantaggio della Monarchia; poi Teano fu dimora della prima sede del MSI, rifacentesi democraticamente ad alcune posizioni del fascismo, e monarchico-liberali furono anche le prime amministrazioni post belliche. Poi venne la DC, e la balena bianca, per la sua grande capacità di amalgama, fece sempre il pieno dei voti sia a livello politico che amministrativo, con maggioranze che sfioravano il 60 % dei voti. Nella seconda repubblica (?) ecco il gap: nelle politiche trionfano i partiti di centro destra, nelle amministrativa trionfano le aggregazioni di centro sinistra, anche se mascherate da liste civiche. Perché? A Teano, dove non esistono industrie, aziende, uffici pubblici di rilievo, l’unico “datore di lavoro” è sempre stato e resta il Comune. La edilizia pubblica e privata è comunque gestita dal comune, le poche organizzazioni assistenziali, i lavori di manutenzione idrica o stradale anche, e così via. E’ sempre stato così; ed è accaduto che alcuni potentati familiari, conquistato il potere locale, hanno saputo farne una indistruttibile leva per l’accaparramento di voti, proprio contando sulla possibilità di elargire lavoro, e, nei fatti, pur sotto le diverse e fasulle sfaccettature, è perennemente esistita, ed ancora esiste, la mentalità della vecchia Dc. Se andate a controllare nel tempo, e la cosa non è difficile a farsi, la maggioranza dei consiglieri comunali, assessori e sindaci, è sempre appartenuta alla classe degli architetti, ingegneri, geometri, o comunque addetta al settore diciamo “edilizio” in senso ampio. Questa classe ha facilmente aggregato, per derivanti motivi di assegnazione di incarichi, la maggioranza delle ditte operanti nel settore, dagli idraulici agli imbianchini, dagli elettrotecnici alle ditte di pulizia e via dicendo. Ai padri si sono oggi sostituiti i figli, ma il sistema rimane lo stesso. Basta poco per rendersene conto: farsi un giro dove c’è un problema e guardare le ditte al lavoro. Un esempio a sostegno di questa ipotesi è dato dal vicino comune di Sparanise nel quale, pur esso fino ad allora a dominio democristiano, subito dopo l’insediamento della industria di ceramiche Pozzi, agli inizi degli anni settanta, si insediarono giunte rosse. Da qui derivano, ahimè, notevoli danni. Data pure per legittima una scelta che garantisca un proprio tornaconto lavorativo, sempre cosa positiva, sorge il grave problema dell’interesse specifico per quel settore che fa trascurare tutti gli altri di carattere generale per la città. Ecco che passeranno automaticamente in ultimo grado lo sviluppo generale del paese, le politiche programmatiche, la difesa degli esercizi pubblici come l’ospedale, le scuole (se non per la manutenzione degli edifici), il PUC, forse velatamente e volutamente sempre fatto abortire, una sistemazione ambientale di ampio respiro e tante altre cose di carattere “politico” con la P maiuscola. La chiamata elettorale politica lascia, ma non sempre, un po’ di respiro; ed allora l’elettore si esprime secondo le sue idee e visioni reali e l’orientamento risulta diverso, privilegiando, nella sostanza, partiti ed aggregazioni lontane anni luce da quelle sistematicamente trionfanti nelle amministrative, Il gravissimo danno, amici concittadini, è che questo cerchio non si spezzerà mai. Non illudiamoci, si candidasse persino Cavour !

Claudio Gliottone

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