Anche quest’anno, ai primi di luglio, si ripropone il festival di musica jazz con i suoi riti e le sue magie. Dallo scorso anno si respira un’aria nuova rispetto al passato con dei cambiamenti significativi, iniziando dal luogo fisico ove si svolge attualmente l’evento, non più lo storico e mitico Loggione del Museo Archeologico, ma piazza Municipio, nel cuore pulsante del paese. Con la novità di un pubblico anch’esso “nuovo” e composito che comprende appassionati di antica data e persone che si avvicinano per la prima volta al festival, con curiosità e voglia di assistere a un rito collettivo di cui non si conoscono completamente le coordinate. La manifestazione è per sua stessa natura emotivamente complessa e si presta a molteplici chiavi di lettura. Si percepisce, da un lato, un sentimento di rapimento e di abbandono individuale verso l’evento musicale ma anche, dall’altro, una sorta di forte coinvolgimento emotivo collettivo del pubblico che spesso, in modo inconsapevole, influenza e interagisce direttamente con l’artista in un rapporto di scambio creativo e dinamico.
Siamo ben felici di aver apportato alla rassegna questi ulteriori aggiustamenti che hanno mutato i riferimenti non solo fisici della manifestazione. In questo modo l’evento viene ad affrancarsi dalla sua aura di chiusura, quale evento “elitario” e si propone in modo naturale ad un pubblico eterogeneo e variegato, senza alcun tipo di filtro, barriera o preclusione, favorendo in tal modo la partecipazione di un pubblico “nuovo”, disincantato e autenticamente vero.
Il programma di quest’anno è potenzialmente dirompente, con musicisti di grande impatto scenico e di grande valore artistico, oltre alla conferma della forza propulsiva del Contest che anno dopo anno sta crescendo in modo esponenziale e rappresenta la vera novità assoluta degli ultimi anni. Le formazioni invitate a questa edizione del festival sono il quintetto del batterista Antonio Sanchez, messicano d’origine ma statunitense d’adozione, già collaboratore per molti anni di Pat Metheny, chitarrista/compositore tra i più acclamati della scena jazz internazionale, e il duo Rita Marcotulli – Israel Varela che rendono un omaggio molto partecipato a Pino Daniele e alla sua musica.
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33 ANNI E NON SENTIRLI.
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AL PEGGIO NON C’È MAI FINE! APPUNTO…….
LUCIANO, “E’ ‘O POPOLO CHE ‘O VO’ ”.
FERMATE IL TRENO, VOGLIO SCENDERE: LA RESA DI UN CITTADINO STANCO DI TEANO 
