Erano gli anni ‘70 del secolo scorso quando l’indimenticabile Prof. Federico Scialla, Capo Redattore de “Il Giornale di Napoli” e dal quale dipendevo in qualità di Corrispondente di zona, mi convocò in Redazione per comunicarmi che alcuni “esimii” rappresentanti politici di Teano (Democrazia Cristiana), si erano recati fino a Caserta in pellegrinaggio da Lui per chiedere il mio “defenestramento” poiché attaccavo puntualmente l’(A)mministrazione locale. Morale della favola? Il Galantuomo Scialla li invitò letteralmente a prendere la via di uscita e tornare al loro bel paesello. Altri tempi, altri Uomini, altre Posture. Poi, si giunge a giorni nostri, quando un “esimio” (S)indaco, Avv. Giovanni Scoglio (con il DNA politico di quelli degli anni ’70), fin dal suo esordio, ha debuttato nei nostri confronti con l’epiteto di “diffamatore di professione”, evitandosi peraltro, e solo per carità cristiana, una querela per diffamazione (Art. 595 Codice Penale). Tanto non è bastato, se ancora oggi, quasi per una sindrome di onnipotenza o di intoccabilità, ci si accanisce ancora contro chi, in virtù di un diritto di cronaca (tutelato in Italia dall’articolo 21 della Costituzione e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo) che sancisce la libertà di pubblicare e diffondere fatti e avvenimenti di interesse pubblico, registra ogni accadimento della vita politico-amministrativa di questa martoriata Città. Ma veniamo ai fatti: “Ieri, su “Teano ce”, è apparso un articolo dal titolo “LA SENTENZA DI FUOCO CHE CONGELA GLI ATTI”, un “capolavoro” di giornalismo obiettivo, nel quale si cerca, ancora una volta, di scaricare sull’attuale Amministrazione comunale le responsabilità del tragico incendio, dello scorso anno, in località Palmieri……I motivi sono peraltro facilmente intuibili e, al momento opportuno, ne parleremo approfonditamente….. Eppure, gli organi di stampa, comunque liberi di esprimere il proprio pensiero (grazie (S)indaco), dovrebbero ispirarsi a criteri di obiettività e non a logiche faziose e di parte (di chi?)”. Firmato, Giovanni Scoglio. Ma chi sarebbe quest’altro “diffamatore di professione”? Parrebbe essere tale Elio Zanni. Un Collega di Teano, iscritto all’Albo dei Giornalisti da ben 30 anni, corrispondente de Il Mattino per 14 anni e, prima ancora, del Corriere di Caserta per 12anni, Cronache, Gazzetta di Caserta, Caserta Ieri e Oggi, Il Messaggio-Teano e di tante grandi e piccole ma dignitose Testate web. “I motivi sono peraltro facilmente intuibili e, al momento opportuno, ne parleremo approfonditamente….” Sentenzia Scoglio.
Ora senza voler entrare nei meriti della cronaca relativa ai fatti di località Palmieri, peraltro ben argomentata dal Collega Elio, noi “diffamatori di professione”, senza alcuna clacque prezzolata, siamo testimoni di quante volte abbiamo, fin da sempre, elemosinato Comunicati Stampa dell’(A)mministrazione, interventi, relazioni, informazioni, annunciazioni…. Ebbene, ci rivolgiamo a quella clacque prezzolata, per denunciare l’assoluta assenza di qualsivoglia comunicazione da parte di tutta la combriccola che siede sugli scranni del Municipio di Teano. Né un Comunicato Stampa di rettifica di questa o quella inesattezza, pur prevista dall’Art. 8 della Legge sulla Stampa n. 47 del 1948. Semmai, Egr. (S)indaco, pare che Ella abbia voluto applicare ben altre Leggi precedenti a quel 1948! “Le “veline” del Ventennio erano direttive di censura e propaganda che il regime fascista, in particolare tramite il Ministero della Cultura Popolare (MINCULPOP), inviava quotidianamente ai giornali. Imponevano cosa pubblicare, i termini da usare e le notizie da nascondere, prendendo il nome dalla carta velina usata per le copie”. Un procedere che accomuna tutte le rappresentanze politiche locali, nessuna esclusa! O no? Libertà di Stampa, Libertà di Stampa, Libertà di Stampa. Patetici e ridicoli….. Ma se “I motivi sono peraltro facilmente intuibili e, al momento opportuno, ne parleremo approfonditamente….”, Egr. Sig. (S)indaco, noi “diffamatori di professione”, attendiamo con santa pazienza che Lei ci informi su “quei motivi facilmente intuibili”, altrimenti dovremmo registrare ipotetiche manovre dilatorie, o peggio, alla stessa stregua dell’affaire Ranucci. Attendiamo….
Pasquale Di Benedetto



AL PEGGIO NON C’È MAI FINE! APPUNTO…….
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