Caro Direttore,
la vicinanza anagrafica e la stima reciproca mi incoraggiano ad aggiungere qualche personale “chiosa” al tuo apprezzato articolo di qualche giorno fa dal titolo “TEANO, “SFIDE CULTURALI”…… ESPERIENZE CULTURALI”…..”
Orbene, la prima cosa che mi colpisce è proprio una sensazione di “dèja’ vu”, termine francese (già visto) usato per indicare quella paramnesia per la quale lo spettatore ha la sensazione psichica di aver già assistito, in altri tempi ed occasioni, alla stessa scena che gli si presenta davanti in quel preciso momento. Quando poi, nel corso degli anni (e tanti), il fenomeno si ripete per la stessa situazione puoi avere la certezza che essa non è il frutto di una paramnesia, ma è una cosa che sistematicamente e puntualmente si ripete in circostanze determinate. È una realtà reiterata!
Parlo delle filosofiche “sfide ed esperienze culturali” che, per la loro caratteristica di apparire solo a stretto ridosso elettorale, fomentano il dubbio che siano solo “filosofici maneggi”.
Ben più credibile sarebbero se si presentassero non prima, ma subito dopo una tornata elettorale e continuassero nel tempo fino alla prossima, avendo così la possibilità di espandersi, di confrontarsi, di diffondersi, di convincere, di essere condivise, di migliorarsi, di rafforzarsi prima di sottoporsi al sovrano giudizio dell’elettorato. Un lavoro lungo e ben fatto che dovrebbe porsi soprattutto l’obiettivo di cambiare mentalità sociali ancora grette nei fini e nei risultati, mirando invece al raggiungimento di un sentimento di un ormai inalienabile cambiamento sociale e comportamentale, nei fini e nei modi per ottenerli.
E in un mondo di grandi mezzi per raggiungere chiunque in qualunque posto (social, media, giornali locali) tutto questo non dovrebbe essere difficile. Ma tant’è: meglio le conventicole.
Ora il bello finale, mio caro Direttore, è che poi, al momento elettorale decisivo, a risolvere a cambiare tutto quello che potrebbe essere nato dai due metodi sopra citati, è la improvvisa, finale e determinante comparsa del “DEUS EX MACHINA” che risolve tutto alla faccia delle “sfide e delle esperienze culturali”.
Mi permetto di spiegare: quando i tragediografi greci, e tra questi soprattutto Euripide che ne fu l’inventore, arrivavano ad elaborare una trama della tragedia così “incasinata” da non sapere più come risolverla, facevano entrare in scena, sospeso ad un accrocco tipo gru (machina)un dio(deus) il quale subito risolveva tutto con i suoi poteri divini.
A chi presta attenzione alla politica locale non pare forse che le cose vadano così anche in questa nostra pluriennale “tragedia cittadina” quando il solito “deus ex machina” tira fuori all’improvviso dal cappello del prestigiatore il nome del nuovo sindaco?
Salvo poi ad assistere a sconcertanti avventure tra il grottesco e il cafonesco vissute qualche amministrazione addietro?
E così facendo sarà difficile anche per il Deus ex machina raddirizzare una Teano a testa in giù!
Claudio Gliottone

DE’JA’ VU.
DE’JA’ VU.
AL PEGGIO NON C’È MAI FINE! APPUNTO…….
33 ANNI E NON SENTIRLI.
LUCIANO, “E’ ‘O POPOLO CHE ‘O VO’ ”. 
