Caro Direttore,
se due qualità sopra esposte dovessero gareggiare in una tenzone di tipo medioevale, all’avanzare della prima dovremmo avere un indietreggiare della seconda. Ma mi rendo conto che non è così: contro ogni logica avanzano tutte e due! E la cosa non promette proprio niente di buono!
Ammetto candidamente che fino a qualche settimana fa ignoravo completamente chi fosse Sigfrido Ranucci; sapevo solo che era il conduttore di un programma televisivo della Rete Tre che si divertiva a sputtanare gente a destra e a manca, sicuramente più a destra che a manca.
Oggi lo vedo coinvolto in una tresca bombarola per aspirare a diventare Presidente del Consiglio d’Italia! Cose da pazzi!
E mi chiedo, fuori di senno, ma è possibile solo pensare che il titolo ufficiale a governare un popolo possa derivare dall’essere o apparire vittima presunta di una parte politica opposta?
È possibile che qualcuno pensi di poter prendere per i fondelli milioni di votanti che dovrebbero esprimere la loro preferenza elettorale solo perché quel candidato avrebbe subito un intento di aggressione da parte di una sua fazione avversa?
Solo il più imbecille degli imbecilli potrebbe farlo!
Siamo convinti, invece, che, essendo ben diverse le motivazioni che spingono un elettorato maturo alle sue scelte, il popolo italiano ha sempre correttamente saputo reagire, dalla rivolta di Genova contro Tambroni, decine e decine di anni fa, alle più recenti e nefaste espressioni delle Brigate Rosse.
Pensarla così suona terribile offesa ad Aldo Moro, lui sì vero martire dell’idea, trucidato dalla Brigate Rosse e non scampato ad un petardo messo dinanzi casa sua mentre lui era altrove, come nel caso di Ranucci!
E, ritornando al titolo di questo articolo, un vecchio detto popolare recita così: “ma è più stupida la volpe o chi la cattura?”.
A voi la risposta!
Claudio Gliottone

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