Caro Direttore,
prima di entrare in argomento mi corre l’obbligo morale, stante le recenti richieste della fiera “Più libri più liberi” di concedere l’accesso ad essa solo alle case editrici che possedessero un “patentino antifascista”, ti garantisco di esserne in possesso dal giorno del mio primo vagito.
Solo che non me lo ha conferito l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) ma la Direzione del vecchio Partito Liberale, al quale appartennero uomini come Giovanni Amendola, Piero Gobetti, Ernesto Rossi, Emilio Lussu, Carlo e Nello Rosselli, fondatori, questi ultimi del primo giornale antifascista d’Italia, il “NON MOLLARE” del quale è ricorso il centenario della prima edizione proprio lo scorso anno. Tutti illustri personaggi che vissero sulla loro pelle le nequizie del fascismo, fino a morirne; cosa ben diversa dall’antifascismo di chi, centoventiquattro anni dopo, in pieno ed affermato clima democratico, lo sventola partecipando a quotidiani cortei sfasciando tutto quello che gli capita davanti e terrorizzando intere città o fascisticamente imponendo un “PATENTINO ANTIFASCISTA”.
Giusto per saperne un tantino di più esaminiamo gli aspetti “accezionali” del termine patente: il nome viene dal verbo latino “pàtere” significa “essere aperto, mostrare”: l’aggettivo, derivante dal participio presente del verbo, significa “chiaro, manifesto”, tipo una “patente menzogna” che appare tale anche senza i necessari approfondimenti.
Il sostantivo “patente” indica, invece, una concessione ed una testimonianza da parte dell’autorità competente, che sia scolastica, professionale, tecnica, o di pubblica sicurezza, che tu sei in grado di fare ciò che vorresti fare, come la patente di guida. Celebre la novella di Pirandello (La Patente) nella quale il protagonista, Chiarchiaro, chiede il riconoscimento ufficiale di “iettatore”, dalla cui fama popolare è perseguitato, per poterne trarre di che vivere.
Ma la patente in assoluto la più genuina è quelle di “FESSO”, che viene attribuita “coram populi”, quindi infinitamente democratica, a chi mostra costantemente tutte le qualità di esserlo!
Di più non aggiungo, se non l’invito a studiare attentamente la differenza tra “fascismo” ed “antifascismo” perché essa è talmente insidiosa da essere “pericolosa”.
Claudio Gliottone

LA PATENTE SENZA SCADENZA.
LA PATENTE SENZA SCADENZA.
AL PEGGIO NON C’È MAI FINE! APPUNTO…….
33 ANNI E NON SENTIRLI.
LUCIANO, “E’ ‘O POPOLO CHE ‘O VO’ ”. 
