Carissimo Luciano, per etica, correttezza e per la stima che ci lega vengo alla Tua del 05.07.2026. Come vedi già nell’introduzione abbiamo utilizzato i termini “etica”, “correttezza” e “stima”. Termini che dovrebbero accompagnare sempre e comunque il vivere civile. Civile! Come ben sai, però, questi termini vengono e provengono dalla educazione, dalla formazione di ognuno di noi. In mancanza di queste ultime, a te l’ardua sentenza. Punto primo. Come a dire, se fin da piccolo nessuno mai mi ha insegnato la corretta abluzione delle mani, stai ben certo che anche dopo aver mangiato un pollo con le mani, mi vedrai stringere le tue con le mie schifosamente untuose e viscide. O no? Come, perciò, non mi scandalizzerebbe, in cotal guisa, vivere in un Paese unto e viscido. O no? Per dirla in breve, la Tua accorata lettera e disillusione per la Tua amata Città nasce, e Tu lo sai, evidentemente dalla Tua delusa concezione del vivere civile, al passo con i tempi e, quindi, di modernità. D’altronde, non siamo soli, se è vero come è vero che anche il Collega Elio Zanni, nel suo del 05.07.2026, così sintetizza l’agonia della Tua Città: “Per il resto è noto: l’indolenza è una malattia della quale Teano è affetta. Quel poco che si muove in politica prende forza da cose apparentemente avulse dalla politica: momenti ludici, feste goliardiche giovanili con abbondante libagione, qualche favoritismo “ad personam” e gli immancabili legami familistici: stop”. Come vedi siamo in buona compagnia. Luciano, “è ‘o popolo che ‘o vo” amava esordire negli anni ’70 il politico Angelo Manna dai microfoni di Canale 21.
Ma da dove nascerebbe quella “indolenza” evocata da E. Zanni? Forse anche da una posizione geografica di Teano? Gli abitanti del nord Italia, non certamente più intelligenti di noi, anzi, sicuramente sono più “avanzati” di noi industrialmente, nei servizi, nella modernità delle cose, hanno subito l’invasione degli austro-ungarici, dei francesi. Inoltre, geograficamente, sono avvantaggiati dal fatto che sono più prossimi, e quindi contaminati, da nazioni più moderne, evolute (Svizzera, Austria, Francia, Germania, etc.). Noi, geograficamente, siamo stati colonizzati da arabi, spagnoli, aragonesi, saraceni, etc.. Inoltre, geograficamente, siamo svantaggiati dal fatto che siamo più prossimi, e quindi contaminati, da nazioni meno moderne, meno evolute. Ora, se volessimo continuare ad esercitarci in questo nostro pur opinabile discorso, rifacendoci alla nostra Teano, noteremmo come questa, geograficamente, sicuramente è svantaggiata rispetto ad altre realtà più prossime ai Centri più dinamici sia commercialmente, sia socialmente in senso lato. Non credi? Ed, inoltre, questa posizione piuttosto ai margini, non ha permesso una contaminazione più moderna, più evoluta, permettendo che restasse immutato, come in un cul de sac, un vivere meno dinamico, meno moderno, caratterizzato da quella “malattia che è definita indolenza” dal ns. Elio. Convieni? Parlando, poi, della politica locale fatta con “qualche favoritismo “ad personam” e gli immancabili legami familistici: stop” (E. Zanni), ti racconto un mio personale episodio accadutomi quando esternavo le stesse cose da te lamentate ad un noto (P)olitico locale (democristiano). Ebbene, sai cosa mi disse laconicamente? “Pasquale, se facessimo funzionare il tutto come tu chiedi, chi mi verrebbe a chiedere il favore? Quel favore per il quale, poi, gli chiederò il voto?”. Non sta, forse, tutta qui la risposta alle tue sacrosante lagnanze? Sta anche a noi, quindi, caro Luciano, con le nostre modestissime possibiltà e capacità provare a “contaminare” un modus vivendi et agendi anacronistico, baronale, feudale e non utile alla nostra Città. Ai posteri l’ardua sentenza.
Pasquale Di Benedetto


LUCIANO, “E’ ‘O POPOLO CHE ‘O VO’ ”.
LUCIANO, “E’ ‘O POPOLO CHE ‘O VO’ ”.
AL PEGGIO NON C’È MAI FINE! APPUNTO…….
FERMATE IL TRENO, VOGLIO SCENDERE: LA RESA DI UN CITTADINO STANCO DI TEANO 
