La venuta a Teano dell’Onorevole Giovanni Donzelli, Responsabile Nazionale Organizzazione di Fratelli d’Italia, degli On.li Gimmi Cangiano e Marco Cerreto, al di là dell’Evento di ampio respiro non limitatamente locale, ci stimola a fare qualche riflessione sullo stato di salute della partecipazione, del coinvolgimento, dell’afflato della Cittadinanza rispetto ad ogni (là dove esercitata) iniziativa di ordine politico-programmatico e di visione della Città. Abbiamo (inutilmente) cercato sia sugli Organi di Stampa, sia sui social un qualche resoconto sulla kermesse tenutasi in Piazza Municipio il 02 luglio 2026. Ebbene non abbiamo letto nulla di nulla che registrasse interventi, dichiarazioni, o argomentazioni di ordine politico trattate nell’occasione. Tutto ciò non certamente colpa degli autorevoli esponenti politici intervenuti. Basti dire, che il (S)indaco di Teano, Giovanni Scoglio, quasi snobbando i Parlamentari ospiti della Città di Teano, si è limitato ad uno stitico saluto per poi defilarsi. Un comportamento che, in altri tempi, quando la Politica era fatta da Uomini Politici veniva definito atteggiamento da “cafo cafonis”. Altri tempi ….. Ad ogni buon conto anche la partecipazione della cittadinanza, pare, non sembra sia stata così massiccia, considerando anche la presenza di cittadini provenienti da fuori Comune. Tutto ciò può essere definita disaffezione alla politica? Sicuramente è così. Ed a cosa sarebbe dovuta tale disaffezione?
Dunque, facciamoci aiutare dalla Sociologia. È innegabile come l’imperversare nelle collettività dei social, vere e proprie “droghe” con relative nuove “dipendenze”, ha fatto sì che le comunità non comunichino più direttamente tra di loro; non si respirano le emozioni che trapelano dai muscoli facciali dei propri interlocutori; non ci si confronta con tutte le proprie fragilità o potenzialità. I social sono quel mezzo attraverso il quale è molto più facile lanciare la pietra e nascondersi dietro alla tastiera. Un modo, diremo noi, e solo noi, alquanto “vigliacco” per affrontare i problemi che siano di ordine soggettivo, argomentativo, politico e persino legati alle personali turbe sessuali. Insomma una collettività, una Polis (politica) virtuale. Se a tutto ciò aggiungiamo che le varie aggregazioni politiche, istituzionali o rappresentative non fanno altro che alimentare tale modus vivendi, che speranza si può avere rispetto a quella disaffezione alla politica? Ci spieghiamo meglio. Tutte le rappresentazioni o espressioni politiche locali quanti convegni, incontri, dibattiti hanno organizzato pubblicamente o nei loro circoli di aficionados, ad esempio, sulla sanità, sullo sviluppo economico, sull’agricoltura, sulle prospettive turistiche, su quelle dei giovani, su quelle culturali? A questo punto, a noi che praticavamo un’altra politica, ci sorge un dubbio. Vuoi vedere che questi esimii professionisti della politica locale sono completamente a digiuno di ogni argomentazione? Vuoi vedere che non hanno gli attributi per confrontarsi con i propri Concittadini? O, forse, hanno delle personalissime turbe che non permettono loro di argomentare qualsivoglia tematica? Sociologia o solo social marketing? I social sono quel mezzo attraverso il quale è molto più facile lanciare la pietra e nascondersi dietro alla tastiera. O no? Ed è semplicemente inutile mostrarsi al fianco della tonaca del Parlamentare di passaggio. Tutto ciò non paga rispetto alla disaffezione della politica!
Pasquale Di Benedetto


QUANDO LA POLITICA È ASSENZA……
QUANDO LA POLITICA È ASSENZA……
AL PEGGIO NON C’È MAI FINE! APPUNTO…….
33 ANNI E NON SENTIRLI.
LUCIANO, “E’ ‘O POPOLO CHE ‘O VO’ ”. 
