Quel sogno che comincia da bambino, così faceva la canzone di Gianna Nannini ed Edoardo Bennato e per chi come me non è più ragazzino ma neanche troppo in là con gli anni, i primi veri ricordi legati alla nazionale ci riportano ad ITALIA ‘90.
Quella nazionale era frutto del campionato più competitivo del mondo, in quel periodo giocatori come Zico giocavano con squadre che dovevano salvarsi (Udinese), non c’è bisogno di scomodare neanche il trio tedesco dell’Inter, i tre tulipani del Milan ed il Dio del calcio.
Alla fine degli anni ‘80, l’Italia, che in economia zoppicava e non poco, nel calcio era “La” superpotenza mondiale, eppure il ricordo che ho io di bambino non era legato alla forza del campionato o al livello dei giocatori che vi militavano ma da tutto il resto, dal contorno.
Ogni balcone, finestra o terrazzo aveva il suo tricolore esposto, bella abitudine che nel corso degli anni è andata via via scemando.
Le partite si vedevano rigorosamente in compagnia, perché la partita dell’Italia era una delle poche cose che ci ha sempre unito, Napoletani, interisti, juventini ecc.. tutti sotto la stessa bandiera.
Molte volte si arrivava come oggi all’appuntamento con i veleni del campionato, quell’anno il Napoli aveva appena vinto il suo secondo tricolore ai danni del Milan, il campionato delle monetine e dei gol non visti.
Ma poi arrivava giugno e si metteva per un mese da parte il campionato; si pensava soltanto alla Nazionale. I 60 milioni di ct erano tutti pronti come sempre a criticare, accusare ed inveire contro il commissario tecnico del momento.
Ma, nonostante tutto, eravamo lì: televisione in giardino, chi poteva metteva il maxischermo, si compravano le pizze e le birre e tutti insieme guardavamo L’ITALIA.
Gli Azzurri al campionato del mondo, fatevene una ragione, creano un’atmosfera che nessun’altra squadra riesce a creare.
Quando gioca la nazionale è uno di quei momenti in cui la popolazione italiana si unisce quasi tutta sotto lo stesso ombrello, il tricolore.
Siamo ormai abituati ad essere spaccati a metà, vuoi per le elezioni, vuoi per i referendum, chi vince e chi perde, come sempre di poco, ma ci si spacca a metà.
Questa sera, la nostra Nazionale giocherà la partita più importante degli ultimi anni, si è così!
Ma stasera giochiamo con la Bosnia, è mai possibile che dobbiamo avere paura di questi “scappati di casa”?
No, certamente non dobbiamo avere paura ma, guai se non avessimo il rispetto che merita una squadra che come noi si è conquistata sul campo il diritto a giocarsi questa partita, una piccola nazione di 3 milioni di abitati che, ci ospiterà in uno stadio di poco meno di 10’000 posti.
Uno stadio che questa sera si presenterà come uno scenario di “guerra”, freddo, neve e tifosi inferociti anche per “colpa” di qualche immagine televisiva che si poteva evitare.
Ma stasera, per una volta, cerchiamo di fare quello che in passato abbiamo sempre fatto, sosteniamo la nostra Nazionale come se fossimo in guerra, del resto, non una persona qualunque affermò che:” Gli Italiani vanno ad una partita di calcio come fosse una guerra e, vanno ad una guerra come fosse una partita di calcio”, (cit. Winston Churchill)
Questa sera e soprattutto in questo periodo, non stiamo andando in guerra, ci mancherebbe (!) ma, per una volta, proviamo ad essere tutti uniti, come poche volte lo siamo stati.
Mi farebbe piacere rivedere il nostro orgoglio nazionalistico di Marzo 2020, tutti uniti, nonostante fossimo rinchiusi come topi in gabbia, a cantare l’inno sui balconi con il sottofondo musicale delle macchine della protezione civile.
Questa sera si decideranno i ricordi d’infanzia dei nostri figli, nipoti e tanti milioni di bambini.
Ultimamente si vedono sventolare bandiere di tutti i tipi, prima l’Ucraina, poi palestinese, poi venezuelana ed infine iraniana.
Vorrei che tra i ricordi di mio figlio ci fosse principalmente il tricolore, che tra 30 anni, possa raccontare ai suoi figli che, in un periodo a dir poco difficile per l’umanità, con guerre in ogni lato del mondo, noi italiani, stavamo tutti insieme, su terrazzi e balconi, per le strade con il tricolore in mano!
FORZA ITALIA!!!
Marco Guttoriello


UN’ESTATE ITALIANA?
A PROPOSITO DEL CIMITERO!
ConosciAMO Teano: ‘e funtane. 
