La vicenda del nuovo—o meglio, vecchio—scuolabus comunale assume contorni sempre più preoccupanti.
Secondo quanto riportato nella Determina n. 36 del 1° dicembre 2025, il mezzo risultava parcheggiato da circa un anno presso un’officina senza alcun titolo autorizzativo. Oggi, però, la situazione è persino più grave: lo scuolabus non si trova più nel luogo indicato dalla stessa Determina e non è dato sapere dove sia stato trasferito.
A rendere il quadro ancora più inquietante è il fatto che, ad oggi, il mezzo non risulta né assicurato né revisionato, nonostante esista una Determina n. 56 del 30 dicembre 2025 avente ad oggetto “Polizza assicurativa RCA e infortuni conducente autobus targato EF736JW – affidamento e impegno di spesa”. In altre parole: la spesa è stata impegnata, ma la copertura assicurativa non risulta attiva.
E non finisce qui, stessa sorte per le due nuove vetture assegnate al Comando di Polizia Municipale. Acquistate il 19 dicembre 2025 per un totale di 49.300 €, come da Determina n. 64, le auto giacciono ancora nel parcheggio comunale, anch’esse prive di assicurazione e quindi inutilizzabili.
Un quadro che solleva interrogativi pesanti
- Dove si trova oggi lo scuolabus?
- Perché mezzi acquistati o affidati con atti formali non sono assicurati e quindi non possono essere utilizzati?
- Per quale motivo si impegnano spese che poi non producono alcun servizio per la comunità?
- Chi è responsabile della mancata vigilanza su beni pubblici di tale valore?
Una situazione del genere non è solo il risultato di una gestione approssimativa: è il segno evidente di un sistema di controllo che non funziona, né dentro né fuori la maggioranza. Perché se è vero che l’amministrazione ha il dovere di programmare, vigilare e garantire l’uso corretto dei beni pubblici è altrettanto vero che la minoranza consiliare ha il compito istituzionale di sorvegliare, denunciare e pretendere trasparenza.
E invece, su vicende così gravi — mezzi pubblici scomparsi, assicurazioni inesistenti, spese impegnate ma non operative, auto nuove ferme da settimane — la minoranza è rimasta in silenzio, rinunciando di fatto al ruolo di controllo che la legge le assegna. Un silenzio che pesa quanto le omissioni della maggioranza, perché quando nessuno vigila, l’interesse pubblico diventa terreno di nessuno.
Ed è proprio questo il punto più amaro: in questa storia non manca solo la buona amministrazione, manca la buona opposizione. E quando entrambe falliscono, a pagare sono sempre i cittadini.
La Redazione
CONTINUA IL DRAMMA DEL NUOVO (VECCHIO) SCUOLABUS
CONTINUA IL DRAMMA DEL NUOVO (VECCHIO) SCUOLABUS
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