Per chi segue la politica, quella nazionale, ha avuto modo di constatare che l’opposizione al Governo, priva di argomenti, spesso e volentieri ha accusato il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni di essere affetto da una grave sindrome, quella del “vittimismo”. L’opposizione in Parlamento è composta perlopiù da rappresentanti del PD. Ovvero quel partito che a Teano è maggioranza di “governo” e capeggiata dal (S)indaco Giovanni Scoglio. “Il presunto vittimismo attribuito a Giorgia Meloni si manifesterebbe, secondo le critiche, attraverso la tendenza a scaricare le responsabilità dei problemi nazionali su altri attori, come regioni, europa o magistratura. Spesso, le difficoltà di governo vengono presentate come attacchi esterni, trasformando i fallimenti in narrazioni di accerchiamento politico”. E quale sarebbe il filo comune, il filo conduttore, che affiancherebbe il vittimismo della Meloni al Sindaco di Teano?
Ebbene, lo spunto ce lo da, ancora una volta, il puntualissimo Collega Elio Zanni nel suo “annuncio” (20.03.2026) di un nuovo interessamento (indagato) della Magistratura nei confronti del (S)indaco stesso. Cosa per la quale nutriamo tutta la nostra effettiva convinzione di estraneità ai fatti del (S)indaco medesimo. Salvo prove contrarie che ci smentiscano. Ebbene, dalle considerazioni sui fatti, pubblicate dallo stesso Scoglio estrapoliamo alcune sue costernazioni: “…….Senza capire che il vero danno lo stanno facendo ad un’intera comunità, non solo a chi, in un momento difficilissimo, ha avuto il coraggio di “abbracciarsi la croce”. Prima esternazione di vittimismo. Il (S)indaco si sarebbe “abbracciato la croce” (?). Ma, di grazia, sembra addossare a non si sa chi le proprie scelte! Forse perché glielo ha prescritto il medico di scendere in campo e “abbracciarsi la croce”? Seconda esternazione. “……mi ritrovo coinvolto in ben due procedimenti penali non perché ho rubato, non perché ho gestito illecitamente i soldi dei cittadini, non per fenomeni di corruzione, ma semplicemente per essermi trovato nel posto sbagliato, al momento sbagliato, per due vicende che vengono da molto lontano”. Premesso che siamo fortemente convinti che il (S)indaco non abbia assolutamente rubato (tranne il “reddito di cittadinanza” da (S)indaco, n.d.r.), ma di grazia, anche qui, il (S)indaco, non sapeva, forse, che “Chi va per questo mare, questi pesci piglia”? Ovvero, che se si fanno determinate scelte gli eventi che accadono poi non possono che essere che le loro dirette conseguenze? Terza esternazione, o terza stazione del Calvario del (S)indaco “affronterò con la piena fiducia nell’operato della Magistratura e nel sostegno del Signore, affinché mi dia la forza. Perché essere veri Cristiani significa credere, anche quando tutto sembra crollare, e non basta indossare un foulard al collo, o battersi il petto in Chiesa”. E tutti in coro: Amen. E con quest’ultima esternazione l’apoteosi del vittimismo autoctono, non certamente la migliore postura di un uomo al Governo di una Città degna di ben altri attributi. Ma non finisce qui, perché c’è la quarta stazione del Calvario: “A chi ha scelto un metodo spregevole di contrapposizione politica dico solo che il tempo è galantuomo e che le azioni, specie quelle di basso profilo, qualificano gli uomini che le compiono, sempre!”. E qui è d’uopo rammentare al (S)indaco che “chi la fa, l’aspetti”! Ricorda (S)indaco) che certe “azioni, specie quelle di basso profilo, qualificano gli uomini che le compiono, sempre!” come quelle di apostrofare, ad esempio, qualche Giornalista “diffamatore di professione” appartengono proprio a certi (u)omini di basso profilo? Teano è stata capace di far “Incontrare” anche le sindromi del vittimismo.
Pasquale Di Benedetto



GIORGIA MELONI E IL VITTIMISMO A RETI UNIFICATE CON IL SINDACO DI TEANO
GIORGIA MELONI E IL VITTIMISMO A RETI UNIFICATE CON IL SINDACO DI TEANO 
