Non ha perso tempo ad arrivare la reale smentita a quanti, al recente referendum sulla giustizia, hanno espresso il voto No ad ogni aggiustamento del sistema giudiziario italiano. Tale No era stato palesemente invocato da una parte politica contro presunti tentativi di attentato alla Costituzione, intoccabile perché “la migliore al mondo” (?), o contro indimostrabili manovre per la rinascita di un fantasioso “fascismo”!
A riportare alla realtà del vero significato di quella proposta governativa giunge ora il dibattuto “caso Garlasco”, una vicenda che mette in discussione ancora una volta un “sistema” troppo costellato di errori, magari anche riveduti e corretti, ma assurdamente troppo costosi in termini economici, morali e materiali per chi ne è stato vittima e per tutti noi cittadini.
Riassumiamo brevemente:
- Il 13 agosto del 2007 viene trovata morta in casa Chiara Poggi, uccisa con numerosi colpi alla testa.
- Viene indagato per omicidio il fidanzato Alberto Stasi che sarà invece assolto nel giudizio di primo grado ed anche in quello di Appello.
- La Procura, convinta di sé, produce ricorso in Cassazione.
- In Cassazione Alberto Stasi, nel 2015, (dopo 8 anni) viene giudicato colpevole e condannato con tutte le attenuanti a 16 anni di carcere.
- Nel 2026 (dopo altri 11 anni) nuove analisi genetiche ed indagini più specifiche inducono la stessa Procura di Pavia ad adire alla riapertura del caso con un nuovo indagato come autore materiale dell’omicidio, Andrea Sempio.
Basterebbe leggere questa storiella per farci ripensare solo un momento sul nostro voto espresso al referendum. Ma qualche oggettiva osservazione dobbiamo pur farla, visto che abbiamo aperto l’argomento.
Ordunque:
- Se uno dice che un oggetto è bianco e un altro che è nero, sicuramente uno dei due sbaglia
- Se due dicono che è bianco ed uno che è nero, è più probabile che sia quest’ultimo a sbagliare
- La cosa è molto relativa perché nel tempo (8 anni) possono scoprirsi delle variazioni di tono o di luce da far rivedere gli oggetti e scoprirli unanimemente o bianchi o neri; possibilità maggiori o minori potrebbero comparire dopo altri 11 anni!
- Perché allora se una cosa è bianca può essere giudicata nera o viceversa? Subentrano fattori diversi: la quantità della luce, la qualità e il suo taglio, luce artificiale o naturale; la posizione dell’oggetto, più vicina ad uno che ad un altro; se dritto od inclinato ecc… Tutte cose che fanno “apparire” e giudicare l’oggetto in maniera diversa. E sia pure così; ma allora perché queste condizioni possibile causa di errore non sono state rimosse dal primo giudicante e neppure dal secondo, mentre solo il terzo potrebbe averlo fatto per giungere a dire che l’oggetto è nero? I primi non avevano elementi per giudicare le cause perché esse sono sopraggiunti solo in un terzo caso?
- E se, dopo 19 anni totali, si dovesse arrivare a scoprire che, nonostante tutto, l’oggetto è indiscutibilmente bianco “al di sopra di ogni ragionevole dubbio”, quali saranno le conseguenze?
- Queste: l’oggetto bianco sarà risarcito in denaro per essere stato allontanato dal mondo e dalla vita per diciannove anni perché giudicato nero e tutto torna sereno e tranquillo.
- E NO! Perbacco! Troppo semplice perché:
- Rimarrà per tutta vita il dubbio che possa essere stato nero, sia pure in parte
- Come potrà spendere i soldi ingenti che gli saranno assegnati se comunque gli mancheranno ben diciannove anni della vita assegnatagli dal Padreterno?
- E quei saldi datigli in “risarcimento” non li pagherà chi, in un modo o nell’altro, gli ha causato il danno, ma li pregheremo io che scrivo e tu che leggi e tutti gli altri sessanta milioni di Italiani che con la vicenda non c’entrano un “beato salsiccio”!
Ma “il giudice deve restare sereno per valutare ed emettere una giusta sentenza”! Sereno di che? Che non sborserà una lira se sbaglia? Ed il cardiochirurgo o il neurochirurgo deve restare agitato perché sa che pagherà di persona se sbaglia qualcosa? Non è più normale ritenere che il deterrente a scongiurare le conseguenze negative di una azione professionale sia proprio il fatto che dovrà darne conto?
Forse la “serenità” del giudice è volta ad evitare che possa non punire un colpevole? Sarebbe allora più logico e meno pericoloso condannare un innocente? Cosa che avviene, ahimè, di frequente?
Qualche facilone dirà “ma il chirurgo gioca con la vita umana”! Ma perché il giudice gioca a “fossetelle” o a “battimuro”?
Ma i giudici stiano tranquilli: agli italiani sta bene così!
L’importante è che abbiano salvato la costituzione e fermato il “fascismo” dell’ultima ora, ma sempre presente.
Nella immaginazione dei “lungimiranti”, ovviamente.
Claudio Gliottone
OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO…
LENTAMENTE MUORE ….
PROGETTO DUNE. 
