Un ritratto in bianco e nero, che sa di grana e non di pixel, che riporta agli odori acri e alla luce rossa della camera oscura, per chi l’ha vissuta. Ritratto di un’epoca, più che di una donna, come riflesso di una comunità, di una identità contadina, quella nostra, teanese. Il tutto catturato in un istante di spontaneità e cristallizzato in un fotogramma, probabilmente un 6×6. Nell’immagine la mano della donna è portata alla bocca per pudore, per celare un’innocente risata: un’emozione istintivamente frenata per un senso di decoro femminile. Lo stesso senso di decoro che impone di tenere sempre i capelli raccolti con un foulard, non solo perché all’epoca non si frequentassero saloni da parrucchieri con l’odierna facilità. Il corpo è quello di un’anziana donna, con i segni caratteristici forgiati delle fatiche di casa, delle masserie e dei campi.
Gli abiti indossati dalla donna sono quelli della domenica o di un giorno di festa, magari della festa di carnevale, durante la Cantata dei mesi.
La cantata in questione, è quella che potremmo definire una sorta di antica opera teatrale popolare. Lo spettacolo veniva rappresentato nelle strade della frazione teanese di Fontanelle fino ai primi anni novanta del secolo scorso, tradizione poi interrotta per mancanza dei protagonisti della cantata stessa e cioè degli asini. In realtà la manifestazione era strutturata proprio come una sfilata di asini, associati ai mesi dell’anno con i rispettivi attori, con l’aggiunta del somaro per capodanno, quello di un mese nascosto e di un richiamo a Pulcinella.
La Cantata dei mesi, è anche l’oggetto e il titolo del libro del fotografo Sergio Cirelli, presentato ieri nella Sala Consiliare del Municipio di Teano. Un libro che racconta, attraverso gli scatti dell’epoca e riportando tutti i testi della cantata, questa particolarissima tradizione ormai perduta.
Il volume, dal formato abbastanza ampio per dar valore anche nei dei dettagli alle immagini, è un viaggio nella seconda metà del novecento, quando il legame con la natura era dominante con i suoi ritmi scanditi dai cicli naturali, perpetui ma sempre imprevedibili, proprio come nei mesi che si andavano a cantare. Quando il lavoro nei campi veniva affrontato senza ausilio di macchinari ma di soli attrezzi rudimentali e con il fondamentale apporto degli animali che, come nel caso dei somari, in un certo qual modo trovano posto anche in queste rappresentazioni.
L’evento della presentazione si è aperto, dopo il consueto e sempre caloroso saluto del Sindaco Avv. Gianni Scoglio, con il dottor Claudio Gliottone in veste di moderatore della conferenza, che ha introdotto l’argomento partendo da lontano. Infatti lo stesso, dopo un cenno generale e storico sulla pittura e le arti figurative, ha parlato della fotografia d’autore come forma d’arte per poi passare la parola al Preside Paolo Mesolella, che dell’opera ha curato la prefazione. Questi, nell’intervento, occupandosi della parte scritta più che delle immagini riportate nel libro, è andato a citare e a commentare anche i testi della cantata, con i loro riferimenti alle donne, con richiami scherzosi e talvolta irriverenti.
La relazione della pittrice Prof.ssa Angela De Lucia, riagganciandosi alle questioni delle arti figurative accennate dal Dottor Gliottone, ha approfondito il tema dei contenuti della foto d’autore, citando alcuni dei grandi fotografi del secolo scorso, illustrando l’arte fotografia come strumento proprio per documentare le realtà storiche.
In chiusura ha preso la parola la Prof.ssa Maddalena Bovenzi, Assessore alla Cultura, che ha espresso soprattutto gratitudine nei confronti dell’autore, per aver valorizzato una parte importante della storia della città nella sua memoria, che riguarda in particolar modo la sua identità e le sue radici contadine.
L’autore Sergio Cirelli, infine ha espresso i suoi più vivi ringraziamenti, rivolti a tutti i relatori e ai numerosi presenti, mostrandosi gratificato per la diffusa partecipazione e l’interesse che ha riscosso l’evento. Ha poi precisato di non aver nulla da dire a voce, perché sono le immagini la sua forma di espressione.
Il pubblico ha mostrato vivo apprezzamento per l’opera in generale ma anche per le singole immagini riportate nel libro ed esposte anche in mostra nell’ampia sala attigua a quella consiliare. A confermare il successo dell’evento è stata poi la fila formatasi per il saluto all’autore con la rituale dedica apposta sulle numerose copie ritirate.
Con questo momento dedicato alla cultura, all’arte e alle tradizioni locali ma soprattutto con questo libro che ne imprime per sempre una splendida piccola ed ulteriore porzione, si va ad arricchire ulteriormente il tesoro della memoria di una identità cittadina.
Tra le tante problematiche che affliggono questa città quanto meno si può affermare che Teano culturalmente è sempre molto viva, ricchissima di storia e resta sempre alla ricerca di sé stessa grazie a chi, come Sergio Cirelli in questo caso e tanti altri, nei loro lavori e nelle loro pubblicazioni, salvano dall’oblio magnifiche parti di cose nostre.
Gerardo Zarone



PRESENTAZIONE DEL LIBRO CANTATA DEI MESI DI SERGIO CIRELLI
LA CANTATA DEI MESI.
UN ESEMPIO DA PREMIARE 
