Dopo aver pubblicato l’intervista dedicata alle ragioni del No, oggi proponiamo ai lettori l’intervista all’avvocato Michele Di Fraia, che illustra in modo tecnico e approfondito le motivazioni a sostegno del Sì al referendum.
1-La separazione delle carriere: “Uno dei punti più dibattuti riguarda la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante. Quali ritiene siano i reali vantaggi per l’imparzialità del giudice e quali, invece, i rischi per l’indipendenza del pubblico ministero?
La separazione delle carriere rappresenta senza dubbio una concreta ed effettiva applicazione dell’articolo 111 della Costituzione, che si manifesta attraverso la riforma dell’organizzazione dell’assetto giudiziario e dei meccanismi di autogoverno, separando ab origine la carriera tra magistrati giudicanti e requirenti.
La separazione del CSM è logica e necessaria: senza due organi distinti, trasferimenti, promozioni e attribuzioni di incarichi direttivi continuerebbero ad essere decisi, in unico contesto decisionale, da magistrati appartenenti ad entrambe le funzioni, ma soprattutto appartenenti alla medesima categoria.
La riforma non inficia l’indipendenza del Pubblico Ministero poiché il riformato art 104 sancisce ed attesta come principio inamovibile l’autonomia e l’indipendenza della magistratura.
Altresì, resta fermo, sempre per il Pubblico Ministero, l’art. 112 della Costituzione che sancisce l’obbligatorietà dell’azione penale.
2-La riforma del CSM: “Il sistema di elezione dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura è spesso al centro delle critiche per il fenomeno del ‘correntismo’. In che modo le proposte referendarie potrebbero scardinare queste dinamiche e restituire autorevolezza all’organo di autogoverno?”
Il CSM svolge funzioni di alta amministrazione su carriera e status dei magistrati.
Ebbene, introdurre il sistema del sorteggio dei componenti consentirebbe di scardinare il fenomeno del correntismo, ciò in quanto i membri che andranno a comporre il CSM non saranno più espressione delle varie correnti in seno alla Magistratura, ma sorteggiati di volta volta tra tutti i magistrati in servizio.
Sul punto, occorre rappresentare che il CSM non é un organo di rappresentanza, motivo per cui i membri che vanno a comporlo non necessitano di un riconoscimento “politico” all’interno della magistratura
3-Valutazione dei magistrati: “La proposta di estendere il voto dei membri laici (avvocati e professori) nei consigli giudiziari per la valutazione della professionalità dei magistrati è vista da alcuni come una democratizzazione e da altri come un’indebita interferenza. Qual è la sua posizione in merito?”
L’estensione del voto ai membri laici rappresenta senza dubbio un’opportunità per far sì che ci sia una maggiore trasparenza e controllo democratico sull’operato dei magistrati.
La valutazione dei membri laici, scelti tra soggetti di grande professionalità, consentirà un maggiore pluralismo, eliminando scelte autoreferenziali; vale in ogni caso evidenziare che i membri laici saranno sempre in quota minoritaria rispetto a quelli togati, motivo per cui non ci sarà mai una completa ingerenza in tale valutazione
4-Impatto sul cittadino: “Al di là dei tecnicismi giuridici, in che misura ritiene che l’esito di questo referendum possa effettivamente accorciare i tempi dei processi o migliorare la percezione di ‘giustizia giusta’ da parte dei cittadini comuni?”
La riforma costituzionale non incide sui tempi del processo, ma sull’ordinamento giurisdizionale. Infatti, queste sono norme costituzionali, che non attengono minimamente all’aspetto processuale.
Sicuramente, con il SÌ alla riforma avremo una magistratura Giudicante, che non avrà alcun rapporto con il Pubblico ministero.
Quindi, un arbitro che non solo sarà imparziale, ma apparirà anche tale.
5-Il ruolo del Pubblico Ministero: “Se passasse la separazione delle carriere, il PM rischierebbe di finire sotto il controllo dell’esecutivo, come accade in altri ordinamenti, o la Costituzione offre garanzie sufficienti per evitarlo?”
Purtroppo, nel corso della campagna referendaria si vuole far passare il surreale per reale.
La riforma costituzionale all’art 104 afferma espressamente che la magistratura, intesa nella sua interezza, è un potere autonomo ed indipendente rispetto agli altri poteri dello Stato, ossia il legislativo ed esecutivo.
Quindi, è evidente che la sottomissione del Pubblico Ministero al potere esecutivo è uno spot elettorale privo di contenuti e di riscontri.
Altresì, tale meccanismo non può avvenire neanche in sede di attuazione della riforma costituzionale poiché le leggi ordinarie non possono minimamente contrastare con il dettato costituzionale.
6-Per concludere, lei che da sempre è una persona che per idee è più vicina all’area centrista e riformista del centro sinistra, ci fa un appello agli elettori spiegando il perchè votare Si e sopratutto perchè non farlo diventare un referedum sul governo?
La riforma costituzionale, che voteremo domenica e lunedì non deve avere colore politico.
È una riforma di completamente del codice processuale penale entrato in vigore nel 1989.
Inoltre, il SI alla riforma costituzionale, contrariamente a quanto il fronte del No asserisce, per le ragioni suesposte, tende a rafforzare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura.

REFERENDUM GIUSTIZIA 2026.
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QUANDO LA POLITICA… 
