“La politica, come sosteneva Aristotele, è il mezzo più alto per far comprendere all’uomo chi egli è e quali siano le proprie capacità”. Tanto perché “l’uomo è per natura un animale politico”. Logos, ethos e pathos racchiudono quindi il modo migliore per fare politica: essere in relazione e porsi in ascolto, essere in azione per poter cambiare la realtà ed essere un appassionato del bene comune. Ora, tralasciamo queste che sappiamo essere delle mere utopìe aristoteliche e veniamo ai giorni d’oggi. A nostro esclusivo modesto parere e, visto che ormai abbiamo il pelo bianco, abbandonato il nostro entusiastico idealismo le nostre pie illusioni, proviamo a guardarci intorno per giudicare la politica a tutto tondo. Quella politica che ci viene offerta dai talk show, dai social, dalle piazze e dalle argomentazioni trattate nei vari rami del Parlamento. “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”. Così sentenziava Umberto Eco nel 2015. E come non dargli ragione se a ben guardare tutte le TV, i Social o i Giornali on-line, sembra di assistere ad uno spettacolo di saltimbanchi; uno spettacolo a cui partecipano ben volentieri una schiera di (G)iornalisti, vanesi, esibizionisti e prezzolati che a tutto pensano tranne che fare servizio pubblico. Tutti intenti ad alimentare ed autoalimentarsi con rubriche televisive ripetitive, patetiche, senza costrutto, senza alcuna vera notizia. La Politica come sostituto dei vari Giornali di gossip, pseudo-scandalistici, l’amante di questo o di quello. Una masturbazione giornalistica che sembra quasi, guardando dal buco della serratura, esprimere tutte le celate invidie di chi vorrebbe, ma non può. La politica basata sull’armocromia, analisi del colore stagionale o corrispondenza della tonalità della pelle, con cui scegliere i vestiti di questa/o o quella/o politica/o. L’armocromia come valido sostituto del vuoto sottovuoto delle argomentazioni e dei problemi da affrontare. La Politica basata sui disturbi psicosomatici di questa/o o quella/o politica/o. Perciò, gli argomenti di tali disturbi, vengono esposti e perseguiti come temi ideologici e programmatici. Perciò, non si disdegna di saltare sui “carri allegorici” di questa o quella manifestazione più vicina ai predetti disturbi psicosomatici. E tra quegli “imbecilli dei social media”, di Umberto Eco, come non potevano non avere la propria pagina, il proprio link, tutti quei “saltimbanchi”, quegli “armocromisti”, quei “guardoni”, quei “disturbati psicosomatici”? E che fine hanno fatto quel “essere in relazione e porsi in ascolto, quell’ essere in azione per poter cambiare la realtà e quell’essere un appassionato del bene comun” tanto esortati da Aristotele? E, visto che l’esempio proviene da quegli “imbecilli dei social media” che hanno la propria pagina, il proprio link, cioè quei “saltimbanchi”, quegli “armocromisti”, quei “guardoni”, quei “disturbati psicosomatici”, il popolo, visti gli esimii maestri, si sente, a giusta ragione, per emulazione, autorizzato ad accodarsi sui social media che danno diritto di parola a legioni di imbecilli. Non rendendosi conto di diventare un “utile idiota” al servizio di quei “saltimbanchi”, quegli “armocromisti”, quei “guardoni”, quei “disturbati psicosomatici”.
Pasquale Di Benedetto

UN PO’ DI ANAMNESI DELLA POLITICA ATTUALE…
IL NUMERO DI ELETTORI A TEANO NEGLI ULTIMI 30 ANNI.
SMENTITA NOTIZIE FALSE DIFFUSE DALL’ARTICOLO DI UNA TESTATA GIORNALISTICA SULLA SELEZIONE DEGLI ALUNNI PER UN PROGETTO EXTRACURRICULARE DI CERAMICA 
