Mi perdonerete se sarò lungo. Troppo lungo. Il buon Tonino mi avrebbe “amorevolmente cazziato” per aver superato abbondantemente le 30-50 righe. Ovvero le 500 parole! Ma sono certo ne sarebbe stato contento di questo weekend appena trascorso.
E’ stato un fine settimana denso di eventi. Tutti con un comune divisore: ‘u Campanaro d’Annunziata”. Croce e delizia della ridente cittadina sidicina. Le tre foto a corredo, sono state scattate in quella due giorni. Lui dall’alto della sua imponenza, circa 50mt, sembra quasi controllare che i tre momenti proposti si svolgano senza intoppi.
Quello stesso Campanile che tanto fa battere il cuore a chi vive lontano. La sua “cella campanaria, si presenta a pianta ottagonale ed è sovrastata da una cuspide maiolicata” ( cfr. https://agoradelsapere.wordpress.com/2019/10/17/la-chiesa-di-ave-gratia-plena-a-teano/).
Non esiste, o non siamo stati in grado di trovare una fonte ufficiale che specifichi quante siano le campanelle e come siano disposte. Sappiano solo che Il Campanile dell’Annunziata – “Chiesa dell’Ave Gratia Plena” – ha quattro campanelle disposte su una sola serie di finestre campanarie, ovvero una cella campanaria con un unico piano di finestre (una per lato dell’ottagono).
Sabato nel primo pomeriggio, alle ore 16.00, presso il Monastero di Santa Caterina, sede della comunità monastica Mater Ecclesiae, si è tenuta una conferenza sul tema dell’opuscolo ”Parola abusata, il chiacchiericcio nell’insegnamento di Papa Francesco”, a cura di S.E. Mons. Fortunatus Nwachukwu, Segretario del Dicastero per la Nuova Evangelizzazione.
I lavori sono stati aperti dal Vescovo S.E. Giacomo Cirulli,
Argomento a dir poco interessante, se non fosse altro perché nell’Angelus del 6 settembre 2020, Papa Francesco, così commentava:
“Quando noi vediamo uno sbaglio, un difetto, una scivolata in tal
fratello o tale sorella di solito, la prima cosa che facciamo è andare
a raccontare agli altri, a chiacchierare e le chiacchiere chiudono il
cuore alla comunità, chiudono l’unità della Chiesa.
Il grande chiacchierone è il diavolo che sempre va dicendo le cose
brutte dell’altro perché lui è il bugiardo che cerca di disunire la
Chieda, di allontanare il fratello e non fare comunità.
Per favore fratelli e sorelle, facciamo uno sforzo per non
chiacchierare. Il chiacchierone è una peste più brutta del Covid!
Facciamo uno sforzo: niente chiacchiere. […]
E se la cosa non va, silenzio preghiera per il fratello e la sorella che sbagliano, ma mai chiacchiericcio”
Foto dal profilo FB della Diocesi di Teano – Calvi
Sempre sabato, un’ora dopo, alle 17.00, presso la sala consiliare del Comune di Teano, Sergio Cirelli, noto e stimato fotografo sidicino, ha presentato il suo libro: “Cantata dei Mesi”. Moderatore il dott. Claudio Gliottone, che ha letteralmente preso per mano i numerosi presenti in sala per un viaggio storico sul mondo della pittura e delle arti figurative, deliziando i partecipanti con particolari aneddoti, curiosi ed al tempo stesso divertenti.
Sono intervenuti: il prof. Paolo Mesolella, dirigente scolastico dell’IIS Ugo Foscolo di Teano che si è soffermato sui testi della cantata, commentandoli da appassionato studioso di etnografia e folklore come lui istesso si è definito nella prefazione a sua firma del libro Cirelli; la prof.ssa Angela De Lucia che ha posto l’attenzione su quell’arte fotografica quale strumento utile per documentare la storia; l’assessore alla Cultura del Comune di Teano – prof.ssa Maddalena Bovenzi, che ha sottolineato quanto importante per una comunità come la nostra, tenere memoria della propria storia ed in particolar modo delle sue origini contadine.
Il primo cittadino, avv. Giovanni Scoglio, ha dato il via all’evento portando i suoi personali saluti e quelli dell’intera amministrazione. Nel suo intervento d’apertura ha ringraziato calorosamente il concittadino Sergio Cirelli, per l’opera realizzata e per aver contribuito con la sua lunga attività di fotografo professionale e docente a dare lustro alla nostra città.
Sergio Cirelli, fotografo freelance professionista, iscritto all’Associazione Italiana Reporters Fotografi, ha collaborato con note testate giornalistiche, quali “Repubblica”, “L’Espresso”, “Il Giornale di Napoli”, la rivista “Itinerario” e l’”Agenzia Reuteres”. Appassionato di fotografia, ha dedicato la sua opera alla documentazione della vita quotidiana, alla cultura popolare nonché alla civiltà contadina. Specializzato in fotografia sportiva/fotogiornalismo ha iniziato la sua carriera nel 1988.
L’evento di cui trattasi, è stato egregiamente “fotografato” in un articolo a firma dell’amico fraterno, Gerardo Zarone, a cui diamo un caloroso benvenuto per il rientro della sua penna su questo giornale.
Foto dal profilo FB del prof. Paolo Mesolella
Domenica 12 aprile, alle 19.00, presso la Chiesa di San Francesco, la mai doma comunità MASCI Teano I, ha invitato tutti ad un “momento celebrativo negli 800 anni della Pasqua di San Francesco”. Morì cantando il titolo dell’evento. Meditazione e musica a cura di fra Fedele Mattera.
Non siamo riusciti a trovare le parole giuste per descrivere l’emozione provata. Sicuramente in tanti hanno provato quel “brivido” di cui dott. Claudio Gliottone ha parlato nel corso della sua moderazione nell’evento di sabato:
“Un’opera d’arte, un quadro, una fotografia vanno osservate per ore ed ore, fin quando non si sente quel brivido che ne trasferisce tutto il significato”.
Ebbene al poliedrico fra Fedele è bastata poco più di un’ora, per trasmettere quella sensazione. A tratti un fremito, un tremore, un sussulto. Pelle d’oca. Il frate francescano dal suo profilo FB ha così ringraziato
Magnifica serata a Teano.
Non è cosa di tutti i giorni vedere la Chiesa di San Francesco gremita di amici per il mio momento di catechesi e musica su San Francesco, dal titolo “Morì cantando”.
Un grazie di cuore ad Antonio De Simone, che ha ideato questo evento; al MASCI Teano 1, che ha accolto e sostenuto l’iniziativa; a Don Giosuè, che ha aperto le porte della sua chiesa; a Don Stefano e a Padre Angelo per la loro presenza; e a tutti gli amici intervenuti, in particolare all’OFS di Teano.
Un momento davvero intenso e armonioso, in cui il grande protagonista è stato San Francesco, colmo di amore divino.
Gratitudine nel cuore.
Foto di Luciano Passariello
Un weekend di cultura come non si era mai visto da tempo. Difficile commentare.
Di “quei quattro occhi” del Campanile, ne abbiamo volutamente fotografati solo tre. Il quarto era “chiuso” !!!!…… forse per non vedere!
Si rischierebbe di finire nel “chiacchiericcio” di Papa Francesco, se si accennasse all’indisponibilità dei locali dell’Annunziata richiamata da un freddo foglio A4 orizzontale affisso all’ingresso della Chiesa della Annunziata – sec. XVIII con annesso campanile della Annunziata – sec. XVI. Per fortuna, i locali di Palazzo San Francesco, hanno accolto la presentazione del libro in modo impeccabile. Il salone antistante la sala dove normalmente si tengono i Consigli Comunali, è forse stata la giusta ed involontaria location per l’allestimento di una gradevole mostra fotografica – bianco/nero – del Cirelli.
Si rischierebbe di finire nel “chiacchiericcio” di papa Jorge Mario Bergoglio se si chiedesse all’assessore preposto a tali eventi, di coordinarne date ed orari, ove possibile, per dare la possibilità a tutti di partecipare a tutto ed agli organizzatori di svolgere il proprio incontro senza concorrenza/concomitanza di altri eventi. Quando troppo e quando niente, direbbe il saggio!
Si rischierebbe di finire nel “chiacchiericcio” del compianto Santo Padre, se avessimo postato anche la foto dell’ormai stabile impalcatura installata da tempo ormai immemore sotto “quell’occhio chiuso”.
Teano è un ossimero. Una medaglia con due facce opposte; due parole che nella medesima locuzione creano un contrasto che stride. Eppure basterebbe poco per ridar vita ad una storia che è stata gloriosa.
Essere consapevoli di essere utili e non indispensabili è una forma di maturità estremamente preziosa. Lo ha ricordato anche fra Fedele nella sua meditazione. Questo modo di pensare dovrebbe mettere insieme la voglia di fare la propria parte con la consapevolezza che si fa parte di un sistema più grande.
Ed allora ci auguriamo che si proceda su questa strada.
Per una volta dobbiamo dare ragione all’intelligenza artificiale alla domanda Che cosa s’intende per cultura ci ha risposto:
La cultura è l’insieme complesso di conoscenze, credenze, arte, morale, diritto, costumi e abitudini acquisite dall’uomo come membro della società. Include manifestazioni materiali e spirituali che definiscono un gruppo, rappresentando il bagaglio intellettuale e morale che forma l’individuo e ne orienta il comportamento.
Luciano Passariello




UN WEEKEND DI CULTURA SOTTO L’OCCHIO VIGILE DEL CAMPANILE.
PRESENTAZIONE DEL LIBRO CANTATA DEI MESI DI SERGIO CIRELLI
SE AVESSI LA POSSIBILITÀ DI FAR TORNARE IN VITA PER UN MINUTO QUALCUNO, CHI SCEGLIERESTI?
LA CANTATA DEI MESI. 
