Il 17 agosto del 1979 venne eseguito nei confronti del grande artista musicale Roberto Vecchioni un mandato di cattura emesso dal giudice di un tribunale di Marsala.
Vecchioni venne arrestato a Milano, dove abitava, e due giorni dopo venne traferito nella casa circondariale di Marsala, una struttura fatiscente con spazi angusti nelle cui celle, ospitanti sei o sette detenuti ciascuna, servizi igienici e letti erano uno accanto all’altro.
L’accusa era di “spaccio di sostanze stupefacenti” per un fatto che sarebbe avvenuto due anni prima quando, alla fine di un concerto che si era tenuto a Marsala durante la “Festa dell’Unità”, pare che un ragazzo gli fosse avvicinato chiedendogli uno spinello e la risposta del cantautore sarebbe stata: “mi dispiace, non fumo”. Ma il giudice ritenne dimostrata la cessione di uno spinello al giovane, poi dimostratosi il creatore di tutta una assurda montatura.
A quel punto il giudice, essendo agosto, pensò bene di andare in ferie.
Rientrò non prima del mese successivo per procedere all’interrogatorio e Vecchioni, in attesa del giudizio finale terminato con l’assoluzione, fu liberato dalla detenzione.
Dalla assurda vicenda il genio artistico del Nostro seppe trarre, con ironica correttezza e malcelata ironia, una simpatica canzone, “Signor giudice. (Un signore così così)”. Ne cito qualche brano:
- Signor giudice le stelle sono chiare
Per chi le può vedere magari stando al mare
…………
Signor giudice lei venga quando vuole
più ci farà aspettare, più sarà bello uscire
………..
Quel giorno quando verrà, giudichi senza pietà:
ci vergogniamo tanto d’essere uomini, così così…. –
Vi viene in mente la vicenda Tortora? Meno drastica, ma uguale.
Un chiarimento: ho citato questo fatto solo per far meglio comprendere il perché ed il senso di una bella canzone di
Roberto Vecchioni.
Ma un dubbio mi viene: cosa voterà Veccioni il prossimo 23 marzo, il SI o il NO.?
Tutto è relativo: ed a volte può esserlo anche la “coerenza”.
Claudio Gliottone
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