In merito alle accuse diffuse nelle ultime ore da un genitore riguardo all’esclusione del proprio figlio dal modulo PON di Ceramica, l’Istituto Comprensivo “Vincenzo Laurenza” ha trasmesso alla nostra redazione una nota ufficiale firmata dalla Dirigente Scolastica, Ing. Fiorella Musella.
La dirigente, nella sua comunicazione, respinge con fermezza le contestazioni di discriminazione, bullismo e razzismo, definendole accuse ingiustificate e prive di riscontro nei fatti e nelle procedure adottate dalla scuola. Sottolinea inoltre che la selezione degli alunni è avvenuta nel pieno rispetto dei criteri oggettivi previsti dal bando PON, criteri che – come noto – vengono applicati in modo uniforme a tutti gli studenti quando le richieste superano i posti disponibili.
Musella richiama anche l’impegno costante dell’istituto nella promozione di iniziative contro il bullismo e ogni forma di discriminazione, ricordando che tali valori rappresentano da anni una linea guida imprescindibile dell’azione educativa della scuola.
Di seguito pubblichiamo integralmente la risposta della Dirigente Scolastica, così come pervenuta alla nostra redazione, affinché i lettori possano disporre di tutti gli elementi necessari per una valutazione completa e informata della vicenda.
SMENTITA NOTIZIE FALSE DIFFUSE DALL’ARTICOLO DI UNA TESTATA GIORNALISTICA SULLA SELEZIONE DEGLI ALUNNI PER UN PROGETTO EXTRACURRICULARE DI CERAMICA
L’articolo e l’intervista pubblicati da una testata giornalistica contengono le seguenti notizie false:
- L’intervistata, contrariamente a quanto ha dichiarato, non ha chiesto chiarimenti alla scuola in merito alla selezione del figlio: non ha telefonato, né scritto e-mail, e addirittura è venuta a consegnare dei documenti in segreteria senza chiedere di parlare con la dirigente, che riceve quasi sempre i genitori anche senza preavviso. Non ha telefonato al referente inclusione di istituto, il cui telefonino è noto a tutti i genitori degli alunni con sostegno e non ha chiesto nemmeno notizie alla maestra che svolge il ruolo di tutor nel progetto, nonostante ella insegni nel plesso frequentato dal figlio. Il padre di un bambino che si è trovato nella stessa situazione, ad esempio, avendo telefonato a scuola e chiesto di ricevere informazioni riguardo al progetto, è stato richiamato dalla dirigente scolastica che gli ha spiegato quanto di seguito riportato, attraverso una conversazione sincera, serena e collaborativa.
- Non è vero che il bambino è l’unico ad andare via della classe quando inizia il PON in quanto sono 3 gli alunni che non partecipano.
- Per il bambino straniero non è stata ricevuta alcuna domanda di partecipazione al progetto, per cui non è affatto vero che è stato escluso dalla scuola, che, pur avendo attivato progetti finanziati da fondo di istituto per la sua alfabetizzazione, non ha mai potuto chiedere ai genitori di farlo trattenere oltre orario per problemi di trasporto.
- I due bambini della classe esclusi hanno entrambi una valutazione del comportamento inferiore a quella di tutti gli alunni ammessi e, sulla base dello stesso criterio, è stato escluso anche un bambino proveniente dal plesso di Scalo, che non ha il sostegno ma ha conseguito una valutazione del comportamento inferiore a quella degli alunni ammessi.
- Non è affatto vero che gli alunni che hanno il sostegno non conseguono buoni voti o giudizi sul comportamento, in quanto la valutazione tiene conto delle difficoltà, dei progressi fatti in relazione alla situazione di partenza e, soprattutto, è finalizzata a far capire ad alunni e genitori quando e cosa devono impegnarsi per migliorare.
- Ci sono numerosi progetti extracurriculari ai quali vengono ammessi alunni con disabilità, anche se non sempre si possono accogliere alunni che mostrano forti segni di stanchezza già nelle 5 o 6 ore di obbligo scolastico e non ce la farebbero a trattenersi altre 2 o 3 ore a scuola e/o che hanno bisogno della presenza continuativa del docente di sostegno, non prevista dai finanziamenti dei progetti extracurriculari.
- Non è vero che al bambino viene preclusa la possibilità di sperimentare le attività di modellazione e pitturazione di oggetti in ceramica, in quanto nel plesso vengono svolti anche progetti di ceramica in orario curriculare che coinvolgono tutti gli alunni, e durante i quali un bambino dal comportamento oppositivo può essere aiutato dal docente di sostegno a concentrarsi sul suo lavoretto, a non farsi male e a non distruggere quelli dei compagni. In tali occasioni si realizzano manufatti più adeguati a una ampia platea.
- Non è affatto vero, infine, che non si possa spiegare a un bambino di 10 anni, intelligente anche se molto svogliato e oppositivo, che per poter partecipare a tutte le attività dei suoi compagni al di fuori dell’orario scolastico deve sforzarsi di rispettare maggiormente le regole, le insegnanti, i compagni e gli ambienti. Discriminatorio sarebbe rinunciare ad educarlo, non provare a farlo.
- I docenti e gli organi di governo dell’istituto non attuano o favoriscono alcun atteggiamento discriminatorio, scarsamente inclusivo, razzista o da bullo e risultano diffamati ingiustamente da affermazioni foriere di gravissime e infondate accuse.
Quanto alla richiesta di accogliere il bambino, formulata tramite i social invece che attraverso i normali rapporti tra i genitori e la scuola, non può essere accolta e non soltanto perché l’alunno in oggetto in classe si dimostra stanchissimo e/o estremamente irrequieto e quindi non adatto ad un ulteriore rientro pomeridiano settimanale, ma anche e soprattutto perché insieme a lui andrebbero accolti anche altri due bambini, arrivando a un numero di 20 partecipanti che non è accettabile per un edificio le cui aule non hanno una capienza sufficiente per ospitarli e per un progetto per il quale è importante avere un numero di discenti limitato, per poterli affiancare uno per uno nelle attività manuali, oltre che per cuocere i manufatti in un forno dalla limitata capienza.
L’esclusione di bambini con sostegno dal progetto di ceramica non è da vivere come una discriminazione in quanto sarebbe stato molto più discriminante sprecare, a causa della disabilità, una opportunità di far capire loro che il fatto di non ascoltare i suggerimenti e le consegne dei docenti e di non impegnarsi per imparare a comportarsi meglio, non ha come conseguenza solo continue distrazioni per la classe e fastidiose provocazioni per docenti e compagni, ma anche limitazioni per la propria realizzazione e preclusione di esperienze piacevoli.
Il progetto extracurriculare di Ceramica in questione fa parte di un finanziamento, cosiddetto Piano Estate, che consente di realizzare attività non facilmente finanziabili tramite i più comuni progetti di recupero e potenziamento delle competenze disciplinari. Si realizzano moduli particolarmente interessanti per gli alunni, quali ad esempio i 3 che si svolgono al mare, che prevedono però attività che possono risultare pericolose e particolarmente stressanti per i docenti qualora svolte con discenti che non rispettano le regole e le restrizioni imposte da chi è responsabile della loro incolumità. Al mare andare al largo senza ubbidire al docente è molto pericoloso, ad esempio, ma anche per modellare la ceramica si utilizzano strumenti appuntiti, si cuociono manufatti in un forno a temperature elevate e si dipinge con colori più difficili da maneggiare rispetto a un comune pastello.
Il Collegio dei Docenti e il Consiglio di Istituto hanno stabilito, pertanto, di adottare come criterio principe per la selezione degli alunni in tale progetto la valutazione del comportamento, sia al fine di incoraggiare i docenti ad avventurarsi nell’accompagnare gli studenti in esperienze tanto interessanti quanto difficili da gestire e sia, soprattutto, per promuovere concretamente la finalità educativa di stimolare i discenti a comportarsi meglio. Spesso nella scuola si ha modo di scoprire che non sono più efficaci le valutazioni negative, i rapporti disciplinari, le sospensioni e perfino le non ammissioni alla classe successiva, per cui si cerca di stimolare gli studenti ad una maggiore correttezza anche e soprattutto attraverso prospettive premianti connesse ai progressi nell’acquisizione di adeguate forme di autocontrollo.
Si tratta di strategie didattiche valide, come risulta confermato anche dal fatto che sono diminuite le non ammissioni alla classe successiva e agli esami e che le strutture ospitanti gli studenti delle classi terze secondarie durante i viaggi di istruzione si complimentano per il comportamento corretto degli allievi dell’istituto, dichiarando che, purtroppo, ormai avviene di rado di poter restituire per intero le somme versate dalle scuole a titolo di cauzione per eventuali danni.
Le famiglie non devono rimproverare la scuola quando si dice no ai figli, viceversa anche i genitori devono tornare a dire no più spesso, perché dire e spiegare un no è scomodo ma è necessario e proficuo nell’educazione di un minore. Tutta la comunità educante ha l’obbligo morale di formare i giovani al rispetto delle regole, al controllo delle proprie emozioni e, soprattutto, della propria aggressività e non si può educare un essere umano alla resilienza di fronte alle difficoltà e agli stress se lo si fa crescere senza dirgli e fargli accettare dei no fin da piccoli.
Anche la stampa dovrebbe contribuire all’informazione e alla formazione, verificando le proprie fonti e veicolando messaggi veritieri e istruttivi, invece di insinuare con superficialità dubbi infondati sulle scelte ponderate e motivate di una istituzione scolastica, la cui unica finalità è favorire la crescita umana, civile e culturale delle future generazioni.
Il Dirigente Scolastico
Ing. Fiorella Musella
SMENTITA NOTIZIE FALSE DIFFUSE DALL’ARTICOLO DI UNA TESTATA GIORNALISTICA SULLA SELEZIONE DEGLI ALUNNI PER UN PROGETTO EXTRACURRICULARE DI CERAMICA
PON DI CERAMICA, SCOPPIA IL CASO: RICOSTRUZIONE DI UNA VICENDA COMPLESSA
UN WEEKEND DI CULTURA SOTTO L’OCCHIO VIGILE DEL CAMPANILE. 
