Riprendiamo il nostro viaggio nel mondo delle elezioni, e, dopo aver “giocato” con i numeri, proveremo a ragionare su un argomento diverso non più statistico o matematico. Un qualcosa di perfettamente in linea con un concetto condivisibile che qualche e-lettore ha espresso in un suo commento in modo chiaro ed inequivocabile:
….“Alle prossime elezioni, chi vuole vincere e non ha pacchetti preconfezionati dovrà per forza aprirsi a noi “non elettori” dandoci quello che vogliamo. Ricordate: il tempo e l’anagrafe sono dalla nostra parte, non dalla vostra e i numero lo confermano”….
I cittadini, i commercianti, gli imprenditori tutti, quelli che pagano le tasse, dovrebbero ricevere in cambio dei servizi. Da ogni amministrazione, ciascun buon padre di famiglia oltre che i servizi, si aspetta anche delle opere che diano a lui, alla sua famiglia ed alla comunità intera, quel minimo sindacale che andrebbe garantito. Sempre e comunque.
Non parliamo di andare sulla luna, ma semplicemente strade senza buche; acqua corrente e potabile H24 per tutti; sanità e tutte quelle opere pubbliche degne di un paese che vuole fregiarsi del titolo di “paese civile”.
Abbiamo riavvolto il nastro di quel film che ormai da anni è in proiezione a Teano. Un film in cui gli attori sono quasi sempre gli stessi. Se non sono loro, “pezzi della medesima famiglia”. Direttamente “primi attori” o semplicemente “comparse”, secondo “quella regola tribale” citata in un precedente scritto (https://www.ilmessaggioteano.net/scendo-in-campo/)
Ed allora cari e-lettori, è forse giunto il tempo di tirare le somme per vedere cosa sia stato fatto, affacciati a quella finestra temporale 1993-2023 e sbirciando altresì nell’ultimo quinquennio in via di conclusione. Nel corso di quegli anni abbiamo perso l’Ospedale, la Guardia di Finanza, la Salute Mentale, le Radio, l’Asilo Lonardo, il Carcere, il Cinema, i frati del convento di Sant’Antonio, le suore Benedettine di Santa Caterina.
Sono sparite realtà imprenditoriali come l’Unicop, la Precisa, l’Isolmer, la Ramiera dei f.lli Lancia, le bibite di Giacca; le confezioni dei D’Andreta/Mignacco. La Tipografia D’Amico. I Mulini. È letteralmente morto il commercio: da quella via dei calzolai che negli anni 80 brulicava di anime a quell’infinità di botteghe che popolavano via Roma e via Mercato. Per non parlare di quelle che davano vita a Piazza della Vittoria, Piazza Umberto oggi piazza 23 settembre 1943 e corso Vittorio Emanuele. Sicuramente avremo dimenticato qualcuno. Ci perdonerete.
Foto di Luciano Passariello: don Felice – anni ‘80
Per grazia del Signore ancora resiste il commercio “for ‘a funtana” unico punto nevralgico degli affari sidicini e quegli “eroi” che continuano ad alzare qualche serranda per il corso. Mosche bianche che andrebbero premiate senza ombra di dubbio. Anche le lancette dell’orologio del Campanile dell’Annunziata, ritenuto da tutti simbolo del paese, sono ferme da tempo immemore alle 11.15. Come a suggellare il fatto che a Teano il tempo, da tempo, si è fermato.
Un mercato settimanale che attirava migliaia di persone, oggi ridotto ai minimi termini. Sul piano sociale era un continuo di eventi, a cui partecipavano tutti gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado e l’intera cittadinanza senza distinzione di ceto, età.
Ci chiediamo cosa sia stato fatto di buono in tutti questi lunghi anni. Pur sforzandoci non riusciamo ad elencare nulla che possa soddisfare una conta almeno con le dita d’una mano.
Dimostrateci il contrario. Ne saremo contenti e ci scuseremo.
Provocatoriamente, ci sarebbero da sostituire i cartelli stradali d’ingresso al paese. Quelli con la scritta Città di TEANO, con la più corretta indicazione Città NIENTIFICIO, e qui dobbiamo necessariamente dar ragione a quel qualcuno che, ormai sfiduciato, appella le sue ragioni al non voto. Chissà che non abbia ragione.
Qualcosa è stato sicuramente fatto: l’aumento della spazzatura e quello dell’acqua. Il tutto nel silenzio più assordante di un popolo ormai annichilito.
Probabilmente sarebbe meglio l’eutanasia. Andare contro legge e staccare la spina di quel malato con encefalogramma ormai piatto. Sicuramente non arrecherebbe danno a nessuno. Saremo forse ricordati nei libri di storia non solo come la Città dello Storico Incontro, ma anche come quel paese dormiente alle pendici di un vulcano nello stesso stato.
Dobbiamo però spezzare una lancia in favore di tutte le amministrazioni, perché se da un lato sono rimaste ferme al palo a guardare un paese che lentamente moriva, dando la colpa alle precedenti e/o alimentando quella politica del dolce far niente, da un altro dobbiamo tirare le orecchie al popolo che glielo ha concesso, mandando tra gli scranni di palazzo San Francesco ora uno ora un altro. Ed un popolo complice, non può poi lamentarsi.
Verranno nuovamente a chiedere il vostro voto. Verranno statene certi.
In conclusione, Vi invitiamo a riflettere su quella che è considerata la più bella poesia pubblicata negli ultimi anni, scritta dalla giornalista e scrittrice brasiliana Martha Medeiros. “Lentamente Muore”.
https://www.tragicomico.it/lentamente-muore-poesia-martha-medeiros/
Luciano Passariello




LENTAMENTE MUORE ….
PROGETTO DUNE. 
