Qualche giorno fa, abbiamo pubblicato un articolo sul numero di elettori degli ultimi 30 anni a Teano. Tra un calcolo matematico, un po’ di statistica da principianti e “rumors”, siamo giunti alla conclusione che per le prossime Comunali del 2027 gli aventi diritto al voto saranno intorno alle 9’000 anime e che di queste solo il 60% si recherà alle urne per esprimere la propria preferenza. 5’400 voti da “spartire” tra chissà quante liste.
Corre l’obbligo fare una riflessione ad alta voce: sebbene viviamo ancora in una repubblica(?) democratica (?), dove nel rispetto di chiunque, ognuno è libero di pensare e agire come meglio crede, dobbiamo necessariamente “giocare di nuovo” con i numeri. In particolare quelli legati alle visualizzazioni sul sito del giornale degli ultimi articoli.
Alle 17.00 di martedì 21, per gli ultimi articoli pubblicati che seguono, abbiamo registrato un numero soddisfacente di visualizzazioni; ritenute tali almeno per noi “giullari dell’ultim’ora”.
Queste le visualizzazioni:
- Domenica bestiale : 336
- Il numero di elettori a Teano negli ultimi 30 anni: 367
- ‘O pepe ngul a zoccola : 419
- Un weekend di cultura sotto l’occhio vigile del campanile: 600
- Pon di ceramica scoppia il caso ricostruzione di una vicenda complessa: 844
Non abbiamo approfondito i medesimi articoli pubblicati tanto sulla pagina quanto sul gruppo Il Messaggio Teano. Nonostante tali numeri, quasi nulli sono stati i commenti e/o le iterazioni. Si legge ma non si commenta. Si legge, ma non si lasciano Reactions. Reazioni. Salvo la pace di qualche mosca bianca che non solo ha condiviso l’articolo sugli elettori degli ultimi 30 anni ma, come si suol dire nel gioco delle carte “ha calato un carico”:
“Felice che qualcuno abbia “confermato” i numeri da me previsti tempo fa, a riprova che non si può silenziare la matematica per sempre. E fanno bene a volersi occupare di queste dinamiche, perchè “qualcuno” deve mettersi in testa che non è proprietario di Teano. Detto questo, i numeri non fanno altro che confermare quanto da me sostenuto: alle prossime elezioni, chi vuole vincere e non ha pacchetti preconfezionati dovrà per forza aprirsi a noi “non elettori” dandoci quello che vogliamo. Ricordate: il tempo e l’anagrafe sono dalla nostra parte, non dalla vostra e i numeri lo confermano.”
Ed ancora:
“chi vuole candidarsi per vincere dovrà per forza rappresentarci (se non ha pacchetti di voti). Il tempo del voto gratis è finito, si deve cambiare mentalità”.
Qualche altro ha replicato che: “………astenersi dal voto è controproducente perché avvantaggia i soliti portatori che gestiscono la cosa pubblica. Un progetto di rottura potrebbe stimolare un interesse sopito di quel 60% ormai piegato e disarmato dal trend negativo pluriennale” ……
Gocce in un mare. Ma si racconta che, talvolta, sia proprio una minuscola goccia che faccia traboccare il vaso.
Quel “voto gratis” come quei “portatori che gestiscono la cosa pubblica”, a parere di chi scrive, sono figli della concezione tribale che da anni, 30 e più, regna in terra sidicina.
Visto che troviamo difficoltà a colloquiare con gli umani, sicuramente per un difetto di protocollo di comunicazione, abbiamo chiesto al nostro “assistente conversazionale” di fornirci una risposta “basata sull’intelligenza artificiale generativa”. Quest’ultima è un tipo di IA o AI che dirsi voglia, basata sul machine learnig – apprendimento automatico – in grado di creare autonomamente contenuti – testo, immagini, video, audio, codici – originali e realistici, il più delle volte indistinguibili da quelli umani. Il tutto partendo da input testuali e/o dati esistenti. Mica bau bau micio micio!
Il quesito posto è stato: cosa s’intende per concezione tribale in un comune di 11 mila abitanti?
La replica è stata:
In un comune di 11 mila abitanti, per “concezione tribale” di solito si intende un modo di vivere la comunità come se fosse un insieme di gruppi chiusi, fortemente identitari, che si riconoscono solo nei “propri” e tendono a contrapporsi agli altri. In senso esteso, “tribale” può indicare proprio un comportamento di gruppo basato su forte appartenenza e distinzione dai diversi. In pratica, può voler dire:
- logiche di fazione o clan, dove contano più le appartenenze personali che le regole comuni;
- preferenza per amicizie, parentela o cerchie ristrette nelle decisioni pubbliche;
- diffidenza verso chi è nuovo, diverso o esterno al gruppo;
- conflitti locali letti come “noi contro loro” invece che come confronto civile.
In un paese di 11 mila abitanti questa mentalità può apparire più visibile perché le relazioni sono ravvicinate e le reti sociali sono più stabili. Non vuol dire che il comune sia “tribale” in senso antropologico; vuol dire piuttosto che la vita pubblica può essere dominata da appartenenze, bandiere e fedeltà personali più che da una visione civica ampia.
Questa intelligenza artificiale comincia a piacerci, al punto che prima di proferir la frase “e qui mi taccio!”, corre il dovere accontentare la curiosità numerica di qualche amico che ha chiesto qualche dettaglio in più su quel trentennio elettorale. Ha vinto le elezioni, chi ha varcato la soglia del 42% dei voti: valore minimo vincente nelle tornate elettorali con 2-3 liste.
Duemiladuecentosessantotto voti. 2’268 indigeni da convincere. 2’268. Più o meno 750 famiglie con almeno 3 aventi diritto al voto….
I capi tribù lo sanno perfettamente!
Meditate gente, meditate!
Eligendo: portale ufficiale del Ministero dell’Interno italiano dedicato ai servizi elettorali, che offre dati in tempo reale su elezioni politiche, europee, regionali e amministrative, inclusi i risultati definitivi e l’archivio storico.
p.s.
L’immagine di copertina è stata generata con GPT 5
Luciano Passariello



SCENDO IN CAMPO.
DOMENICA BESTIALE
IL NUMERO DI ELETTORI A TEANO NEGLI ULTIMI 30 ANNI. 
