Da qualche giorno l’Italia intera è in apprensione per la salute di un bimbo di poco più di due anni, che con la forza di un leone sta combattendo contro tutto e tutti. Il piccolo è affetto da una grave cardiomiopatia dilatativa che gli è stata diagnosticata quando aveva pochi mesi. La sua vita è stata subito oggetto di terapie e controlli ospedalieri, in attesa di un cuore nuovo. Questa l’unica soluzione ritenuta valida per salvargli la vita.
La cardiomiopatia dilatativa è una malattia del muscolo cardiaco in cui una o più cavità del cuore si dilatano, facendo diventare deboli le pareti in modo tale da non consentire più al cuore di pompare il sangue in modo efficace. Ad ogni battito viene spinto in circolo meno sangue, cosicché gli organi ricevono meno ossigeno. Gli sforzi anche modesti comportano debolezza ed affaticamento. Il respiro diventa corto e la ritenzione dei liquidi provoca gonfiori agli arti. Capogiri, palpitazioni ed aritmie prendono il sopravvento. Nei casi più gravi il rischio di morte improvvisa è elevato.
Lo scorso dicembre poco prima del Natale, quel bimbo è stato sottoposto all’ospedale Monaldi di Napoli ad un delicatissimo intervento di trapianto di cuore. Un cuore nuovo ricevuto da un donatore di appena 4 anni arrivato da Bolzano. Da un lato, la tragedia di una famiglia che sebbene abbia visto volare in cielo il proprio piccolo, ha compiuto un gesto di enorme valore. Dall’ altro, una famiglia che ha iniziato a vedere la luce in fondo ad un tunnel.
Durante l’intervento quel cuoricino “non parte”. Si scopre che quell’organo sia arrivato gravemente danneggiato. Sembra che i rigidi protocolli da seguire in questi casi, non siano stati seguiti alla lettera. Quell’organo sarebbe stato trasportato in un contenitore non idoneo.
La magistratura farà il suo corso per stabilire errori e responsabilità.
Il bimbo oggi in terapia intensiva, in coma farmacologico, è collegato a delle macchine che svolgendo la funzione del cuore, lo tengono in vita. Le sue condizioni sono definite gravi. I pareri e le responsabilità si dividono: chi dice che quel frugoletto non sia più operabile, chi invece crede che possa finire nuovamente sotto i ferri. Nel frattempo lui resta aggrappato ad una vita che gli ha riservato già troppe sofferenze.
I protocolli, le liste d’attesa, la scienza camminano di pari passo con il dolore e la speranza di quelle famiglie. Tanto quelle donanti, quanto quella ricevente.
E’ notizia di queste ore la disponibilità di un altro cuore “potenzialmente adatto”. La decisione di procedere o meno ad un nuovo intervento nelle mani di un team di esperti non deve essere stata facile. Quegli esperti hanno detto no al nuovo trapianto di cuore per il bimbo. I medici si sono così pronunciati sulla sua trapiantabilità. ( Il Comitato di esperti dice no al nuovo trapianto di cuore sul bimbo )
“Il paziente permane dunque in lista trapianto fino a nuova valutazione”,
Invitiamo tutti alla preghiera al proprio Dio.
Luciano Passariello

IL COMITATO DI ESPERTI DICE NO AL NUOVO TRAPIANTO DI CUORE SUL BIMBO.
“NENTI SACCIU, NENTI VITTI E NENTI VOGGHIU SAPIRI”
E SE TROVASSIMO UN PUNTO D’INCONTRO? 
