“La mia libertà finisce dove comincia quella degli altri” amava affermare Martin Luther King (?) sulla stessa linea del filosofo Immanuel Kant, il quale a lungo dissertò sul concetto di libertà. Di contro, però, noi possiamo ribattere affermando che la “Libertà degli altri finisce dove comincia la mia”. O no? E trattando della “utopia e la visione di una Teano ideale”, dove finisce la libertà degli altri e comincia la mia? Il concetto di una Teano ideale non sarebbe così astratto se si concepisce un rispetto degli Avi, della Storia, dell’Archeologia, del Decoro, della Vivibilità, della Visione d’insieme di una Città degna di ben altra considerazione. Dove comincia la mia libertà di vivere civilmente, decorosamente ed al passo della Civiltà evoluta la mia Città? Dove comincia la mia libertà, quando la libertà degli altri (governanti) offende ed umilia la mia libertà di non dover assistere e subire scempi di ogni genere perpetrati ai danni di quella Teano degli Avi, della Storia, dell’Archeologia, del Decoro, della Vivibilità, della Visione d’insieme? Fili elettrici e telefonici penzoloni su tutti i palazzi storici; colonnine per ricariche elettriche per automobili piazzate a mo’ di Colonna di Traiano in Piazza Duomo (Sindaco quali iniziative ha intrapreso per eliminare questo scempio?); mura di cinta soffocate da reti elastiche tubolari protettive per medicazioni (Via Roma); ponteggi a mo’ di Ponte dei Sospiri addossate al Cinquecentesco Campanile dell’Annunziata a protezione dei passanti; la fontana sita in Piazza S. Maria La Nova in uno stato di abbandono indicibile e via via elencando.
O la “La mia libertà finisce dove comincia quella degli altri di non considerare la mia”? Ovvero quella di un’intera Città? Ma vuoi vedere che gli (A)mministratori locali sono stati talmente suggestionati dalle ammirevoli creazioni di Danilo Raimondi e dalle fantastiche immagini fotografiche di Valter Giarrusso al punto tale di convincersi che quella è la realtà della nostra Teano? La suggestione è un fenomeno della coscienza per cui un’idea, una convinzione, un desiderio, un comportamento sono imposti dall’esterno, da altre persone, o anche da fatti e situazioni valutati non obiettivamente, e da impressioni e sensazioni soggettive non vagliate in modo razionale e critico. Non è vero ma ci credo. Come il termine Utopia che deriva dal greco e significa “non-luogo”. Come la ammirevole Utopia di D. Raimondi e V. Giarrusso, i quali, si inebriano e ci inebriano con le loro puntuali visioni di una Teano che non c’è, un “non-luogo”. Colpevoli, inoltre, di ubriacare di suggestioni i loro (A)mministratori i quali si convincono che quella che loro (A)mministrano è una “Teano ideale”.
Ora come evitare che gli (A)mministratori di Teano cadano ulteriormente nella trappola della suggestione? Fermo restando che la suggestione è un processo naturale e che non in tutte le circostanze può avere effetti negativi, è importante imparare ad usarla in maniera consapevole. La consapevolezza è alla base della sconfitta di questo fenomeno, ma per ottenerla occorre lavorare su noi stessi. Questo vuol dire che dobbiamo imparare a mantenere un certo livello di attenzione sulle informazioni che ci arrivano dall’esterno e dalla nostra stessa mente. Dobbiamo filtrarle, analizzarle in modo da mettere in atto comportamenti che siano adeguati a quella specifica situazione. Con l’aiuto di un esperto della salute mentale è certamente possibile lavorare in modo efficace sulla crescita della propria consapevolezza (Serenis, Psicologia). La “Libertà degli altri finisce dove comincia la mia”. O no?
Pasquale Di Benedetto



L’UTOPIA E LA VISIONE DI UNA TEANO IDEALE.
MONDO NUOVO DEL PROF. MASSIMO OSANNA.
“IN QUESTO MANICOMIO SUCCEDONO COSE DA PAZZI!!”
IL 19 MAGGIO ALLE ORE 18.30 CARLOS ALETTO PRESENTA “UNDICI SECONDI”. 
