Le proteste e gli incidenti di Napoli sono un misto di tante pulsioni diverse, strumentalizzate dall’estremismo politico e criminalità. Ma sarebbe sbagliato credere e dire che ieri sera in strada a protestare contro De Luca e il suo invito al lockdown c’erano solo neofascisti, ultras e camorristi. Siamo sinceri. Chi manifesta non va santificato, ma nemmeno criminalizzato.
La rabbia nel nostro paese cresce davvero, e rischiamo altre esplosioni di malessere. Non c’è protesta senza qualcuno che soffi sul fuoco. La cosa più sbagliata è chiedersi soltanto “Chi c’è dietro?”. Perché è invece evidente chi c’è davanti. L’emergenza virus ha spaccato in due l’Italia, non parlo delle contrapposizioni politiche, bensì del tessuto sociale del paese, e della disuguaglianza che si è creata.
Ora che entriamo nel vortice della seconda ondata il racconto della politica non regge più. E nel disincanto nella nostra società le due grandi aggregazioni reagiscono in modo opposto: per una parte adesso è necessario e urgente arginare il vortice della pandemia; per tutti gli altri le nuove restrizioni sono la mazzata decisiva sulle speranze di ritrovare lavoro, ruolo sociale, dignità al di là dei sussidi e degli ammortizzatori sociali.
Molti si chiedono se davvero è stato fatto di tutto per prevenire o almeno attenuare questa seconda emergenza, e non ha torto chi risponde di no. Tutto ciò è la prova di una grande ingiustizia sociale, che è il motore scatenante della rabbia.
Sara Finocchi


PRESENTAZIONE DEL LIBRO CANTATA DEI MESI DI SERGIO CIRELLI
SE AVESSI LA POSSIBILITÀ DI FAR TORNARE IN VITA PER UN MINUTO QUALCUNO, CHI SCEGLIERESTI?
LA CANTATA DEI MESI. 
