Ode al Cesso
O amato amico di porcellana bellezza,
che in pace riposi nella verde siepe zozza
anonime mani ti hanno lì abbandonato,
lasciandoti solo, triste e sconsolato.
Increduli i passanti ti guardan stupiti,
pensando: "ch fine ‘e merda ca fatt" chi l’ha sempre serviti.
Al vento, alla pioggia, alla neve ed al solleone
resisti impavido anche al più duro acquazzone.
Nel buoio della notte t’hanno lì adagiato,
negandoti pure un degno commiato.
Oh, amico fedele, di indubbia importanza
perchè t’hanno sottratto dalla tua natia stanza ?
Nessun ha il coraggio di cambiar il tuo triste letto,
per tal motivo, a monumento sarai eletto.
Per mesi scordato in quella siepe caina,
è il momento di dirti, buon complemese, mia cara latrina.
Il tuo amico sciacquino


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